Il Palazzo delle Poste di Ostia: il grande portico curvo sorretto da colonne in mattoni, la scritta RR. Poste Telegrafi Telefoni a sinistra e la torre cilindrica in mattoni con colonne bianche a destra, con palme e auto parcheggiate davanti
Il Palazzo delle Poste di Ostia: il grande portico curvo sorretto da colonne in mattoni, la scritta RR. Poste Telegrafi Telefoni a sinistra e la torre cilindrica in mattoni con colonne bianche a destra, con palme e auto parcheggiate davanti. Foto: it:indeciso42 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi passeggia per il Lido di Ostia si accorge presto che questa non è una località di mare qualsiasi. Tra i palazzi moderni spuntano villini con decorazioni d'altri tempi, edifici in tufo e travertino dall'aria solenne, portici curvi e facciate colorate. Sono le tracce di una storia breve ma intensa: in pochi decenni, tra la fine dell'Ottocento e gli anni Quaranta, una zona di paludi malariche diventò la città balneare di Roma. Piazza Anco Marzio, dove si trovano i nostri appartamenti, è uno dei luoghi in cui questa storia si legge meglio.

Dalla palude alla bonifica

Alla fine dell'Ottocento il litorale a sud del Tevere era una distesa di stagni e acquitrini, segnata dalla malaria. Nel 1878 una legge dello Stato avviò il risanamento del territorio, e nel novembre del 1884 partirono da Ravenna alcune centinaia di braccianti romagnoli, organizzati in cooperativa, per lavorare alla bonifica. Il lavoro fu durissimo e costò molte vite, ma alla fine del decennio le idrovore entrarono in funzione e prosciugarono vaste superfici di palude. Il ricordo di quei pionieri resta nel nome di piazza dei Ravennati, da cui parte il Pontile.

Il piano del 1910 e la nascita della borgata

Bonificata la terra, si pensò a una vera città sul mare per i romani. Nel 1910 fu affidato all'ingegnere Francesco La Grassa il piano regolatore della nuova Ostia. La borgata cambiò nome più volte, da Ostia Nuova a Ostia a Mare, fino a "Lido di Roma" negli anni Trenta e al nome ufficiale di Lido di Ostia nel secondo dopoguerra. A questa prima fase appartiene Villa Egle, del 1910, in stile liberty sul lungomare Toscanelli.

Il trenino del 1924 e le nuove strade

La svolta arrivò con i collegamenti. Il 10 agosto 1924 fu inaugurata la ferrovia Roma–Lido, che per la prima volta portava i romani al mare in treno: è ancora oggi in servizio e la stazione Lido Centro è a circa 700 metri da noi. Alla fine degli anni Venti si aggiunse la via del Mare, tra le prime autostrade italiane, e negli anni Trenta fu progettata la "via Imperiale", l'attuale via Cristoforo Colombo, aperta al traffico solo nel 1949.

Gli edifici da cercare a piedi

Il Palazzo del Governatorato

In piazza della Stazione Vecchia sorge il Palazzo del Governatorato, progettato da Vincenzo Fasolo e costruito a partire dal 1924: la prima pietra fu posata lo stesso giorno dell'inaugurazione della ferrovia. È un edificio in tufo di gusto eclettico, con richiami medievali e rinascimentali, una torre angolare e decorazioni a graffito di Umberto Calzolari. Oggi ospita la sede del Municipio. Lo stesso Fasolo firmò anche la grande Colonia marina Vittorio Emanuele III sul lungomare, realizzata tra il 1927 e il 1932.

Il Palazzo del Pappagallo, in Piazza Anco Marzio

Proprio nella nostra piazza si affaccia il cosiddetto Palazzo del Pappagallo, del 1929, comunemente attribuito all'architetto Mario Marchi. Il soprannome nasce dai colori vivaci delle sue facciate. Vale la pena alzare lo sguardo uscendo di casa: è uno degli esempi più riconoscibili dell'architettura del Lido tra le due guerre.

Il Palazzo delle Poste

Il Palazzo delle Poste, progettato nel 1934 da Angiolo Mazzoni, è forse l'edificio più fotografato di Ostia: un grande portico circolare sorretto da colonne in mattoni, un impianto razionalista e, al centro di una vasca, una scultura di Napoleone Martinuzzi. Un restauro concluso nel 1997 ne ha recuperato in parte le linee originali.

Altre tappe

  • la chiesa di Santa Maria Regina Pacis, in stile neobarocco, costruita tra il 1919 e il 1928;
  • i Villini Rossini sul lungomare Toscanelli, del 1927;
  • il Pontile, inaugurato nel 1940, distrutto durante la guerra e poi ricostruito, a circa 700 metri da noi.

Una passeggiata nella storia, partendo da casa

Il bello di questo itinerario è che si fa tutto a piedi, senza biglietti né orari: basta uscire in Piazza Anco Marzio e seguire il filo dei palazzi. Alcuni edifici sono sedi di uffici pubblici, quindi gli interni non sono sempre visitabili. In occasione di iniziative come Open House Roma, che in passato ha dedicato attenzione proprio all'architettura di Ostia, alcuni spazi aprono al pubblico: vi invitiamo a verificare date e programma sui canali ufficiali. A La Dimora e Anco Marzio, tra Anco Marzio House e La Dimora del Sole, avete una base nel cuore di questa storia, con il mare a circa 150-200 metri.

Il litorale romano a portata di gita

Due appartamenti indipendenti in Piazza Anco Marzio, ideali per coppie e famiglie desiderose di mare e cultura.