Un sentiero sterrato nella Pineta di Castel Fusano che corre dritto sotto una galleria di lecci e alberi sempreverdi, con luce filtrata e sottobosco fitto ai lati
Un sentiero sterrato nella Pineta di Castel Fusano che corre dritto sotto una galleria di lecci e alberi sempreverdi, con luce filtrata e sottobosco fitto ai lati. Foto: Ryan Hodnett · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quando l'estate scalda la sabbia o quando, fuori stagione, avete voglia di camminare all'ombra, consigliamo ai nostri ospiti una mattinata nella Pineta di Castel Fusano. È il grande polmone verde che si apre appena a sud-est di Lido di Ostia, a pochi chilometri da Piazza Anco Marzio: un bosco di pini domestici e lecci attraversato da viali sterrati, piste ciclabili e perfino dai resti di una strada romana. Ecco cosa sapere prima di andare.

Un bosco piantato dall'uomo, tre secoli fa

La pineta che vedete oggi non è nata da sola. Nel Seicento la famiglia Sacchetti riunì le proprietà di questa zona tra Ostia e l'antica Laurentum, e il cardinale Giulio Cesare Sacchetti fece costruire una piccola villa fortificata su progetto di Pietro da Cortona, quella che oggi è nota come Villa Chigi. All'inizio del Settecento i Sacchetti trasformarono l'area in una pineta vera e propria, piantando migliaia di pini domestici e numerosi lecci, soprattutto a scopo produttivo.

Nel 1755 la tenuta passò ai Chigi; negli anni Trenta del Novecento il Governatorato di Roma acquistò la pineta, che fu aperta al pubblico il 21 aprile 1933, nel giorno del Natale di Roma. Nel 1980 la Regione Lazio l'ha istituita come parco urbano, con una superficie di oltre novecento ettari, e dal 1996 fa parte della Riserva naturale statale del Litorale Romano, un'area protetta molto più vasta che si estende lungo la costa e verso l'interno.

La via Severiana e la villa della Palombara

Camminando nella pineta si incontra la storia antica. In età imperiale questa fascia costiera era attraversata dalla via Severiana, la strada voluta da Settimio Severo che collegava Ostia ai centri del litorale verso sud. Alcuni tratti del basolato, le grandi pietre scure del lastricato romano, sono ancora visibili tra i pini: è emozionante pensare che su quelle stesse lastre passavano carri e viaggiatori quasi duemila anni fa.

Poco lontano si trovano i resti della villa della Palombara, una villa romana a lungo identificata, a torto, con la villa di Plinio il Giovane: il nome viene da un grande leccio usato nell'Ottocento per la caccia ai palombi. Sono luoghi da osservare con rispetto, senza salire sui muri e senza spostare nulla.

Cosa si vede: alberi, macchia e animali

Il paesaggio è quello tipico della costa tirrenica. Oltre ai pini e ai lecci, la macchia mediterranea regala corbezzolo, lentisco, fillirea, mirto e ginepro fenicio, con profumi intensi soprattutto in primavera. Chi cammina in silenzio può incontrare tracce di volpi, istrici e cinghiali, e tra gli uccelli si segnalano l'upupa e il martin pescatore. Ai bambini piace molto il gioco del "chi vede per primo": un picchio, una ghianda, un nido.

La pineta porta anche le cicatrici degli incendi, il più grave dei quali, nel luglio del 2000, distrusse centinaia di ettari. È un motivo in più per rispettare scrupolosamente i divieti: niente fuochi, niente sigarette, rifiuti sempre riportati indietro.

Dalla pineta al mare: Castel Fusano e Capocotta

La pineta è divisa in due dalla via Cristoforo Colombo e scende fino al litorale. La spiaggia di Castel Fusano è a circa 3 km dalla nostra struttura: una lunga distesa di sabbia dove molti romani vengono a cercare un po' di spazio in più rispetto al Lido. Proseguendo verso sud, a circa 12 km, c'è Capocotta, dentro la riserva: qui la costa conserva le dune e la vegetazione mediterranea, e le passerelle sopraelevate in legno servono proprio a proteggerle dal calpestio. Vi chiediamo di usarle sempre.

Qualche consiglio pratico

  • Il modo più piacevole per esplorare la pineta è a piedi o in bicicletta, seguendo i viali principali.
  • In estate andateci la mattina presto: l'ombra dei pini è fresca, ma nelle ore centrali fa caldo anche lì.
  • Portate acqua, scarpe chiuse e qualcosa per gli insetti.
  • Restate sui sentieri segnati e, se incontrate cinghiali, mantenete le distanze e non offrite cibo.
  • Accessi, aree chiuse e iniziative cambiano nel tempo: verificate sempre le informazioni sui canali ufficiali della riserva e di Roma Capitale.

Una base comoda tra pineta e lungomare

Da La Dimora e Anco Marzio la pineta si raggiunge in pochi minuti d'auto, con parcheggio gratuito in strada vicino casa al rientro. Dopo una mattinata tra i pini potete tornare in Piazza Anco Marzio, fare una doccia e scendere al lungomare, a circa 150-200 metri a piedi, per il tramonto. Entrambi gli appartamenti, Anco Marzio House e La Dimora del Sole, hanno lavatrice, comodissima per scarpe e vestiti impolverati dopo le passeggiate, e il self check-in vi lascia liberi di arrivare con calma nel pomeriggio.

Una base comoda nel cuore di Lido di Ostia

Due appartamenti in Piazza Anco Marzio, la spiaggia a circa 150-200 metri e la stazione Lido Centro a circa 700 metri, con i treni per Roma e per gli scavi.