Il Castello di Giulio II a Ostia Antica sotto un cielo azzurro a nuvole sparse: le mura in mattoni coronate da merli e beccatelli, il torrione circolare in primo piano e il mastio cilindrico sullo sfondo, con il prato davanti
Il Castello di Giulio II a Ostia Antica sotto un cielo azzurro a nuvole sparse: le mura in mattoni coronate da merli e beccatelli, il torrione circolare in primo piano e il mastio cilindrico sullo sfondo, con il prato davanti. Foto: Giuseppe Rampolla · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Molti visitatori arrivano a Ostia Antica per gli scavi e ripartono senza accorgersi che, a pochi passi, c'è un piccolo borgo medievale raccolto attorno a una rocca del Quattrocento. È uno degli angoli più suggestivi del territorio di Roma e si visita senza fatica, anche con i bambini. Da Piazza Anco Marzio sono circa 4,5 km in auto; in alternativa il treno dalla stazione Lido Centro arriva in pochi minuti alla fermata Ostia Antica. Ecco cosa vedere e qualche cenno di storia per apprezzarlo meglio.

Da Gregoriopoli al borgo

Quando la città romana entrò in crisi e fu abbandonata, gli ultimi abitanti trovarono rifugio poco lontano. Nel IX secolo papa Gregorio IV fondò un piccolo centro fortificato vicino alla foce del Tevere, chiamato Gregoriopoli, nel luogo dove sorge l'attuale borgo. Nel corso dei secoli il villaggio restò legato al controllo del fiume, la via d'acqua che portava a Roma merci e rifornimenti. All'inizio del Quattrocento papa Martino V vi fece costruire una torre rotonda circondata da un fossato, usata come posto di dogana pontificio.

Ancora oggi il borgo conserva un impianto raccolto, con le case basse, la piazza e le mura: si gira in poco tempo, ma vale la pena farlo con calma, magari nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa più calda sui mattoni.

Il Castello di Giulio II

La rocca che domina il borgo è il Castello di Giulio II. I lavori iniziarono nel 1483 per volere del cardinale Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II, con lo scopo di proteggere la costa di Roma e garantire i rifornimenti di grano che risalivano il Tevere. L'architetto è con ogni probabilità Baccio Pontelli, anche se Vasari attribuì l'opera a Giuliano da Sangallo e alcuni studiosi hanno proposto il nome di Francesco di Giorgio Martini.

Il castello ha una pianta triangolare con tre torri collegate da un camminamento, compresa la grande torre di Martino V, inglobata nella nuova costruzione. Le mura in mattoni sono basse, spesse e inclinate, pensate per deviare le palle di cannone, e le cannoniere si aprono vicino al terreno. Proprio per questo il castello è considerato un esempio importante delle fortezze di transizione della fine del Quattrocento, che aprirono la strada alla fortificazione moderna.

All'interno fu ricavato un appartamento papale e lo scalone monumentale venne affrescato da pittori della cerchia di Baldassarre Peruzzi con storie del mito di Ercole.

Una piena del Tevere cambia la storia

Nel 1556 il castello subì un duro assedio guidato dal Duca d'Alba. L'anno successivo, nel 1557, una grande piena spostò il corso del Tevere: il fiume si allontanò dalla rocca, che perse la sua funzione difensiva, e i terreni intorno si trasformarono in paludi malsane. La fortezza fu abbandonata. Nell'Ottocento ospitò i detenuti impiegati nei primi scavi archeologici della città romana: un legame curioso tra il castello e le rovine che oggi attirano visitatori da tutto il mondo.

Oggi il castello appartiene al Ministero della Cultura ed è gestito dal Parco archeologico di Ostia antica. Le modalità di visita, interne e guidate, possono variare: vi consigliamo di verificarle sul sito ufficiale del Parco prima di andare.

La chiesa di Sant'Aurea e la cappella di Santa Monica

Sulla piazza del borgo si affaccia la chiesa di Sant'Aurea, costruita alla fine del Quattrocento per volere del cardinale francese Guglielmo d'Estouteville e completata da Giuliano della Rovere. Anche qui il progetto si deve a Baccio Pontelli. La facciata è semplice ed elegante: i mattoni rossi contrastano con il travertino bianco delle paraste, decorate alla base con armi e motivi militari. All'interno trovate un'unica navata con soffitto a capriate, illuminata dal rosone e dalle bifore della facciata.

Sulla destra si apre la cappella di Santa Monica, la madre di sant'Agostino, morta a Ostia. Vi è conservata una lapide sepolcrale scoperta nel 1945 vicino alla chiesa, che testimonia l'antico culto verso la santa, e la tela con l'Estasi di santa Monica attribuita a Pietro da Cortona. Nella chiesa, una pala di Andrea Sacchi inserita in un ovale raffigura il Martirio di sant'Aurea.

Come organizzare la visita

  • Abbinate il borgo agli scavi nella stessa giornata: le due visite si completano a vicenda.
  • Il borgo è piccolo e pianeggiante, adatto anche a chi viaggia con bambini piccoli.
  • Per la chiesa, ricordate che è un luogo di culto: abbigliamento adeguato e rispetto per le funzioni.

Rientro a La Dimora e Anco Marzio

Dopo la visita si rientra in pochi minuti al Lido. Nei nostri bilocali in Piazza Anco Marzio, Anco Marzio House e La Dimora del Sole, potete rilassarvi con l'aria condizionata, cucinare in casa e uscire la sera per una passeggiata verso il mare, a circa 150-200 metri.

Una base comoda nel cuore di Lido di Ostia

Due appartamenti in Piazza Anco Marzio, la spiaggia a circa 150-200 metri e la stazione Lido Centro a circa 700 metri, con i treni per Roma e per gli scavi.