Da Lido di Ostia il mare è a due passi, ma alle spalle di Roma, sulle colline dei Colli Albani, c'è un'altra parte del Lazio che merita una giornata: quella dei vigneti dei Castelli Romani. Per secoli i romani hanno bevuto il vino che arrivava da queste colline, e ancora oggi il bianco dei Castelli è il compagno naturale di una cena a base di pesce o di una pasta della tradizione. In questa guida mettiamo in ordine le denominazioni principali, così potrete leggere un'etichetta con un po' più di consapevolezza e, se vi va, organizzare una gita fra i paesi del vino.
Frascati: il bianco dei Castelli
Il nome più conosciuto è senza dubbio Frascati. La denominazione di origine controllata è stata riconosciuta nel 1966 e il disciplinare è stato aggiornato più volte nel tempo. La zona di produzione comprende i territori di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, oltre a parte dei comuni di Roma e Monte Compatri, sul versante settentrionale dei Colli Albani.
È un vino bianco che nasce soprattutto dalla Malvasia: la Malvasia bianca di Candia e la Malvasia del Lazio, detta anche Malvasia puntinata, devono rappresentare almeno il 70% delle uve. Il resto può venire da vitigni come Bellone, Bombino bianco, Greco bianco e Trebbiano. Il risultato è un bianco fresco, che si abbina con naturalezza alla cucina di mare del litorale.
Le due DOCG di Frascati
Nel 2011 il territorio di Frascati ha ottenuto due denominazioni di origine controllata e garantita, il livello più alto del sistema italiano:
- Frascati Superiore DOCG: un bianco secco, sempre a base di Malvasia, con regole di produzione più severe rispetto al Frascati DOC, a partire da una gradazione minima più alta.
- Cannellino di Frascati DOCG: la versione dolce, ottenuta da uve raccolte tardivamente, con la possibilità di un parziale appassimento. È il vino da fine pasto della tradizione, da provare con i dolci secchi.
Castelli Romani DOC: bianco, rosso e rosato
Più ampia è la DOC Castelli Romani, riconosciuta nel 1996, che si estende fra le province di Roma e Latina e comprende molti paesi dei Castelli, fra cui Frascati, Marino, Velletri e Grottaferrata. Qui le tipologie sono numerose: il bianco, a base di Malvasia e Trebbiano, il rosso, in cui possono entrare Cesanese, Merlot, Montepulciano, Nero buono e Sangiovese, e il rosato. Esistono versioni secche, amabili e frizzanti, e per il rosso anche il novello. È una denominazione che racconta bene la varietà di questo territorio, dove il vino è sempre stato prima di tutto quello di tutti i giorni.
Il Cesanese, il rosso del Lazio
Se preferite il vino rosso, il nome da ricordare è Cesanese, il vitigno a bacca nera più identitario del Lazio. La sua espressione più importante è il Cesanese del Piglio DOCG, prodotto in provincia di Frosinone nei comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano, con almeno il 90% di uve Cesanese. È stata la prima DOCG del Lazio, nel 2008.
Accanto a questa esistono altre due denominazioni dedicate al vitigno, entrambe in provincia di Roma: il Cesanese di Olevano Romano DOC e il Cesanese di Affile DOC. In tutto, quindi, il Lazio conta tre DOCG: Cesanese del Piglio, Frascati Superiore e Cannellino di Frascati.
Un appuntamento d'autunno: la Sagra dell'uva di Marino
Fra le feste del vino dei Castelli, la più famosa è la Sagra dell'uva di Marino, che si tiene ogni anno la prima domenica di ottobre. Ideata dal poeta Leone Ciprelli, la prima edizione risale agli anni Venti del Novecento. Il momento più atteso è il cosiddetto "miracolo delle fontane": per qualche minuto dalla Fontana dei Quattro Mori, e da altre fontane del paese, al posto dell'acqua sgorga vino. La festa coincide con quella della Madonna del Rosario, che ricorda la battaglia di Lepanto del 1571. Date e programma vanno sempre verificati sui canali ufficiali del Comune prima di partire.
Dal mare alle colline, con base a Ostia
I Castelli Romani si raggiungono in giornata in auto da Lido di Ostia: si parte la mattina, si visita qualche paese, si assaggia un calice e si torna a dormire vicino al mare. Ricordatevi solo di scegliere chi guida e chi brinda con moderazione.
Al rientro, una bottiglia di Frascati si accompagna bene a una cena preparata in casa. A La Dimora e Anco Marzio, Anco Marzio House ha una cucina attrezzata con forno e microonde, e La Dimora del Sole un angolo cottura con frigorifero e forno: perfetti per una pasta alle vongole con un bianco dei Castelli. Gli appartamenti sono in Piazza Anco Marzio, a circa 150-200 metri dal lungomare, e per chi arriva in auto c'è parcheggio gratuito in strada oppure un parcheggio a pagamento a circa 150 metri, a 15 euro al giorno.
Dopo i sapori del litorale, la vostra cucina
Entrambi gli appartamenti hanno la cucina attrezzata, con il set per tè e caffè: la spesa del mattino diventa il pranzo di casa.